venerdì 30 novembre 2012

Iniziative a sostegno della Parrocchia

Pubblicato da santamariadelcarmine a venerdì, novembre 30, 2012 0 commenti
Continuano le iniziative a sostegno della complessa gestione della nostra Parrocchia che, come noto, ha  dovuto subire numerosi lavori di restauro e ristrutturazione, alcuni dei quali improcrastinabili.
Pertanto, anche in questo fine settimana si rinnova l'appuntamento con la terza edizione del Mercatino dell'Avvento, i cui oggetti natalizi possono essere visualizzati nella slideshow in basso: acquistando anche uno solo di questi oggetti si potrà dare un contributo alla causa parrocchiale.
Domenica 09 Dicembre 2012 avrà invece luogo, alle ore 16.30, presso il nostro Salone Parrocchiale, un nuovo torneo di burraco; la quota di iscrizione, che verrà interamente devoluta alla nostra Parrocchia, è di 10 €. Vi aspettiamo numerosi!

domenica 18 novembre 2012

Mercatino dell'Avvento 2012

Pubblicato da santamariadelcarmine a domenica, novembre 18, 2012 0 commenti
Con l'inizio del nuovo anno pastorale ritorna il nostro impegno solidale a favore della nostra Parrocchia. Come ben sappiamo, essa è come una casa per tutti noi che la frequentiamo e viviamo attraverso le celebrazioni, i riti festosi e le tappe sacramentali che scandiscono la nostra vita. Ma come ogni casa, anche la Parrocchia necessita lavori di ristrutturazione e restauro che comportano notevoli spese: per questo tutti noi siamo chiamati a dare un prezioso quanto indispensabile contributo.
Un'occasione per poter contribuire alla causa è rappresentata dal Mercatino dell'Avvento, giunto alla sua terza edizione: anche quest'anno verranno riproposti vari oggetti natalizi, tutti rigorosamente realizzati a mano con le tecniche più variegate. Acquistando un oggetto proposto si potrà così contribuire al sostegno della nostra Parrocchia.
Il mercatino avrà luogo il 24-25 Novembre e l'1-2 Dicembre 2012.

Il Cineforum Parrocchiale presenta "Pirati-briganti da strapazzo"

Pubblicato da santamariadelcarmine a domenica, novembre 18, 2012 0 commenti
Primo appuntamento del nuovo anno pastorale con il Cineforum Parrocchiale: lo scorso sabato 17 Novembre 2012, nel salone parrocchiale, ha avuto luogo la proiezione del film d'animazione "Pirati-briganti da strapazzo": un film diretto da Peter Lord in collaborazione con Jeff Newitt, basato sul romanzo di Gideon Defoe The Pirates! In an Adventure with Scientists. La pellicola, prodotta dalla Aardman Animations per la Sony Pictures Animation, è stata girata utilizzando la tecnologia stop-motion ed è stata distribuita anche in 3-D.

Trama semplice, ma allo stesso modo ricca di spunti riflessivi, condita da numerosi momenti di forte comicità: il giusto mix per rendere l'opera di sicuro successo.
Sullo schermo viene raccontata la storia di Capitan Pirata, un pirata maldestro e sfortunato con un sogno nel cassetto: riuscire a conquistare il prestigioso titolo di pirata dell'anno. L'impresa si rivela da subito più complicata del previsto e lungo il suo cammino il nostro capitano si ritrova anche a contatto con un giovane Charles Darwin il quale riconosce in quello che il capitano chiama pappagallo, l'ultimo esemplare di Dodo sulla Terra (che stuzzica l'appetito di un'inedita regina Vittoria e di un'inedita società segreta). Proprio il pappagallo, amato dall'intera ciurma di Capitan Pirata, diventa il "mezzo" per poter riuscire nell'impresa; infatti, il piccolo animale, viene scambiato con una montagna di denaro che consente a Capitan Pirata di mettere le mani sul trofeo, anche se solo per pochi secondi. Le vicissitudini che seguono la breve incoronazione portano il protagonista, abbandonato dalla sua stessa ciurma che non gli perdona il tradimento di Dodo, a riflettere sull'importanza dell'amicizia e su quanto effimero fosse il sogno della sua vita. Dopo mille peripezie la storia termina nel migliore dei modi, con Capitan Pirata che si ricongiunge alla sua ciurma e al suo caro pappagallo.

La pellicola, scelta con l'intento di raggiungere i ragazzi di ogni età, ha visto una buona partecipazione ed ha dato l'input per un momento di discussione e di coinvolgimento dei presenti sul tema dell'amicizia: infatti, l'amicizia, nella vita dell'uomo, è un valore imprescindibile, insostituibile e che dura per sempre, al contrario della gloria e dei titoli che sono solo momentanei e spesso calamita di persone false ed ipocrite. Il messaggio finale che si è tentato di lanciare è che non bisogna mai svendere l'amicizia per ottenere in cambio un qualsiasi vantaggio o popolarità perché i veri amici sono quelli che ci sostengono, che ci confortano e che ci aiutano nel nostro cammino di vita: nulla può compensare la mancanza dell'amicizia.
                                                             

martedì 13 novembre 2012

Cineforum Parrocchiale

Pubblicato da santamariadelcarmine a martedì, novembre 13, 2012 0 commenti

domenica 11 novembre 2012

Giornata nazionale del Ringraziamento

Pubblicato da santamariadelcarmine a domenica, novembre 11, 2012 0 commenti
Oggi la Chiesa Cattolica celebra in Italia la Giornata nazionale del Ringraziamento, una celebrazione che verrà vissuta anche nella nostra Parrocchia. [La giornata nazionale del Ringraziamento] è una festa che viene da lontano ed ha le sue origini in Italia nel lontano 1951 per iniziativa della Coldiretti. Da allora puntualmente viene celebrata la seconda domenica di novembre e a livello locale viene riproposta nel periodo che va dalla festa di San Martino (11 novembre) alla festa di Sant’Antonio Abate (17 gennaio).


Messaggio per la 62ª Giornata nazionale del Ringraziamento
11 novembre 2012

Confida nel Signore e fa’ il bene: abiterai la terra

«Confida nel Signore e fa’ il bene: abiterai la terra» (Sal 37,3). Questo bel versetto descrive efficacemente il cuore di tutti noi nella tradizionale Giornata del Ringraziamento rurale, che celebriamo agli inizi dell’Anno della Fede, tempo di grazia e di benedizione,  indetto da Benedetto XVI. Le parole del salmo sono l’espressione di uno stile di vita radicato nella fede, con il quale desideriamo ringraziare il Signore per ogni dono che compie nelle nostre campagne e per il lavoro dei nostri agricoltori.
La fede e il mondo agricolo
È l’Anno della Fede, da cogliere nei gesti stessi del lavoro dei campi. Che cosa sono infatti le mani dell’agricoltore, aperte a seminare con larghezza, se non mani di fede? Non è forse la fede nella gioia di un raccolto abbondante, solo intravisto, a guidare le sue mani nella necessaria potatura, dolorosa ma vitale? E quando il corpo si piega per la fatica, che cosa lo sorregge e ne asciuga il sudore se non questa visione di fede, che allarga gli orizzonti e apre il cuore?
Ecco perché in questa festa, occasione attesa per benedire il Signore per i frutti della terra, diciamo il nostro grazie a tutti coloro che operano tra i campi e i filari, che credono nel futuro investendo, anche con grande rischio, i loro sacrifici per il bene della famiglia e della società tutta. Non ci stancheremo mai di far sentire come importante questa Giornata del Ringraziamento, memori dell’esortazione di papa Benedetto XVI a «fare spazio al principio di gratuità come espressione di fraternità» (Caritas in veritate, n. 34).
Nella fede riconosciamo la mano creatrice e provvidenziale di Dio che nutre i suoi figli. Ciò appare in modo speciale a quanti sono immersi nella bellezza e nell’operosità del lavoro rurale. Guai se dimenticassimo la relazione d’amore e di alleanza che Dio ha intrecciato con noi e che diventa vivissima davanti ai frutti della terra, per i quali rendiamo grazie secondo il comandamento biblico: «Il Signore, tuo Dio, sta per farti entrare in una buona terra: terra di torrenti, di fonti e di acque sotterranee, che scaturiscono nella pianura e sulla montagna; terra di frumento, di orzo, di viti, di fichi e di melograni; terra di ulivi, di olio e di miele; terra dove non mangerai con scarsità il pane, dove non ti mancherà nulla; terra dove le pietre sono ferro e dai cui monti scaverai il rame. Mangerai, sarai sazio e benedirai il Signore, tuo Dio, a causa della buona terra che ti avrà dato» (Dt 8,6-10).
La valenza educativa del ringraziare, guardando ai giovani
La valenza educativa propria della Giornata del Ringraziamento ha una ricaduta importante nell’attuale società, in cui l’appiattimento sul presente rischia di cancellare la memoria per i doni ricevuti. Pensiamo in particolare ai giovani, che in tanti stanno riscoprendo il lavoro agricolo: nel ritorno alla terra possono aprirsi nuove prospettive per loro e insieme un modo nuovo di costruire il futuro di tutti noi.
Un grazie particolare va alle Cooperative agricole che ridanno vita a terreni abbandonati, in non pochi casi togliendoli alla malavita organizzata, con una forte ricaduta educativa per tutto il territorio dove si trovano a operare. Infatti, la bellezza di una terra riscattata, che da deserto diventa giardino, parla da sé: non solo cambia il paesaggio, ma soprattutto rincuora l’animo di tutti. Una terra coltivata è una terra amata, sposata, come narra il profeta Isaia, nel celebre capitolo 62. Ce lo ricorda soprattutto il “Progetto Policoro”, la cui opera benemerita non cessiamo di indicare in chiave esemplare a tutte le comunità. Anche nelle regioni del Nord questa esperienza si sta rivelando feconda, ed è bello vedere tanti ragazzi del Sud, che da tempo vivono in condizioni difficili, farsi in un certo senso maestri di itinerari concreti di speranza e di sviluppo.
Certo, i giovani hanno bisogno di adulti che si schierano dalla loro parte, che investono per loro e con loro, offrendo garanzia per il futuro. Gli orientamenti pastorali Educare alla vita buona del Vangelo ci invitano a riscoprire un verbo molto importante: accompagnare i giovani.
La nota pastorale “Frutto della terra e del lavoro dell’uomo”. Mondo rurale che cambia e Chiesa in Italia, del 19 marzo 2005, indicava alcune modalità concrete (cfr. n. 24) che intendiamo riproporre:
-   diffondere una azione educativa e culturale che valorizzi la dignità di chi sceglie di rimanere a lavorare in campagna;
-   garantire ai piccoli comuni le condizioni necessarie per una dignitosa qualità della vita, con servizi adeguati e opportunità di scambio;
-   favorire nuove politiche per l’accesso dei giovani al mercato fondiario e degli affitti, strumenti fiscali adeguati, incentivi per mettere a disposizione le terre, sostegno nella fase iniziale dell’attività aziendale, azionariato popolare diffuso;
-   rendere facile l’accesso al credito agevolato per i giovani agricoltori.
Mentre vediamo crescere la presenza confortante dei giovani nell’agricoltura, non possiamo tacere il nostro dolore davanti alle immagini che mostrano molti braccianti agricoli, in gran parte immigrati, lavorare in condizioni davvero inique. Che dire, ad esempio, delle baracche dove spesso sono accolti? Ancora assistiamo a casi in cui la dignità del lavoratore è smarrita, per le condizioni di avvilente sfruttamento in cui versa, come attesta anche il perdurante dramma del caporalato. Già molte volte le Chiese locali hanno fatto sentire la loro voce contro le ingiustizie. Invitiamo le nostre comunità a un’ulteriore vigilanza per favorire la difesa della giustizia e della legalità nel settore agricolo.
La priorità dell’economia rurale per ritornare al territorio
Di fronte alla grave crisi che tocca il mondo economico e industriale, occorre guardare al futuro del nostro Paese andando oltre schemi abituali. È importante guardare al nostro futuro nel rispetto e nella valorizzazione delle tipicità dei diversi territori che la bella storia d’Italia ha posto nelle nostre mani e che costituiscono l’unico Paese. Se è vero che investire «è sempre una scelta morale e culturale», come scriveva Giovanni Paolo II nella Centesimus annus al n. 36, è necessario legare tali investimenti alla cura dell’uomo e del territorio, così da rendere quest’ultimo fecondo di beni, sostenibile per l’ecosistema, rispettato e amato, arricchito di forza per le nuove e per le future generazioni.
Investire nell’agricoltura è una scelta non solo economica, ma anche culturale, ecologica, sociale, politica di forte valenza educativa. Infatti «le modalità con cui l’uomo tratta l'ambiente influiscono sulle modalità con cui tratta se stesso e, viceversa. Ciò richiama la società odierna a rivedere seriamente il suo stile di vita che, in molte parti del mondo, è incline all’edonismo e al consumismo, restando indifferente ai danni che ne derivano» (Caritas in veritate, n. 51).
Chiudiamo il nostro appello al mondo rurale e agricolo con le belle parole del Compendio della dottrina sociale della Chiesa che, nell’ottica dell’Anno della Fede, ci invitano a cogliere il passaggio di Dio nella fatica e nella bellezza del lavoro dei campi: se «si arriva a riscoprire la natura nella sua dimensione di creatura, si può stabilire con essa un rapporto comunicativo, cogliere il suo significato evocativo e simbolico, penetrare così nell’orizzonte del mistero, che apre all’uomo il varco verso Dio, Creatore dei cieli e della terra. Il mondo si offre allo sguardo dell’uomo come traccia di Dio, luogo nel quale si disvela la Sua potenza creatrice, provvidente e redentrice» (n. 487).
Ci aiuti San Martino, il cui gesto di condivisione del mantello è simbolo di ogni dono perfetto che viene dall’alto e che ci rende solidali.
E ci accompagni il cuore di Maria di Nazareth, che custodisce e medita nella sua storia ogni frammento di esistenza, per elevare un inno di benedizione, un perenne “Magnificat” che canti come il nostro Dio faccia emergere i piccoli e i deboli, precipitando i potenti dai loro troni.

Roma, 4 ottobre 2012
Festa di San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia


La Commissione Episcopale
per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace

giovedì 1 novembre 2012

Festa di tutti i Santi

Pubblicato da santamariadelcarmine a giovedì, novembre 01, 2012 0 commenti
Oggi la Chiesa Cattolica celebra la figura di tutti i Santi, ovvero uomini e donne che hanno reso la loro vita testimonianza vivente dell'amore del Padre verso i figli. Sant’Agostino, mosso da santa invidia ripeteva spesso: “Se tanti e tante perché non io?”: questa è la domanda che dovrebbe ispirare tutti noi cristiani, poichè la santità non è una meta per pochi privilegiati, ma il nostro più grande anelito.
Nel porgere gli auguri di buona festa a tutti i visitatori (ricordando le celebrazioni liturgiche presso la nostra Parrocchia alle ore 09.30, 11.00 e 18.30), si invita alla riflessione attraverso le parole di un Santo di Dio, San Bernardo:

Dai “Discorsi” di san Bernardo, abate

 A che serve dunque la nostra lode ai santi, a che il nostro tributo di gloria, a che questa stessa nostra solennità? Perché ad essi gli onori di questa stessa terra quando, secondo la promessa del Figlio, il Padre celeste li onora? A che dunque i nostri encomi per essi? I santi non hanno bisogno dei nostri onori e nulla viene a loro dal nostro culto. E’ chiaro che, quando ne veneriamo la memoria, facciamo i nostri interessi, non i loro. Per parte mia devo confessare che, quando penso ai santi, mi sento ardere da grandi desideri. Il primo desiderio, che la memoria dei santi o suscita o stimola maggiormente in noi, é quello di godere della loro tanto dolce compagnia e di meritare di essere concittadini e familiari degli spiriti beati, di trovarci insieme all’assemblea dei patriarchi, alle schiere dei profeti, al senato degli apostoli, agli eserciti numerosi dei martiri, alla comunità dei confessori, ai cori delle vergini, di essere insomma riuniti e felici nella comunione di tutti i santi.
 Ci attende la primitiva comunità dei cristiani, e noi ce ne disinteresseremo? I santi desiderano di averci con loro e noi e ce ne mostreremo indifferenti? I giusti ci aspettano, e noi non ce ne prenderemo cura? No, fratelli, destiamoci dalla nostra deplorevole apatia. Risorgiamo con Cristo, ricerchiamo le cose di lassù, quelle gustiamo. Sentiamo il desiderio di coloro che ci desiderano, affrettiamoci verso coloro che ci aspettano, anticipano con i voti dell’anima la condizione di coloro che ci attendono. Non soltanto dobbiamo desiderare la compagnia dei santi, ma anche di possederne la felicità. Mentre dunque bramiamo di stare insieme a loro, stimoliamo nel nostro cuore l’aspirazione più intensa a condividerne la gloria. Questa bramosia non é certo disdicevole, perché una tale fame di gloria é tutt’altro che pericolosa. Vi é un secondo desiderio che viene suscitato in noi dalla commemorazione dei santi, ed é quello che Cristo, nostra vita, si mostri anche a noi come a loro, e noi pure facciamo con lui la nostra apparizione nella gloria. Frattanto il nostro capo si presenta a noi non come é ora in cielo, ma nella forma che ha voluto assumere per noi qui in terra. Lo vediamo quindi non coronato di gloria, ma circondato dalle spine dei nostri peccati. Si vergogni perciò ogni membro di far sfoggio di ricercatezza sotto un capo coronato di spine. Comprenda che le sue eleganze non gli fanno onore, ma lo espongono al ridicolo. Giungerà il momento della venuta di Cristo, quando non si annunzierà più la sua morte. Allora sapremo che anche noi siamo morti e che la nostra vita é nascosta con lui in Dio. Allora Cristo apparirà come capo glorioso e con lui brilleranno le membra glorificate. Allora trasformerà il nostri corpo umiliato, rendendolo simile alla gloria del capo, che é lui stesso.
 Nutriamo dunque liberamente la brama della gloria. Ne abbiamo ogni diritto. Ma perché la speranza di una felicità così incomaparabile abbia a diventare realtà, ci é necessario il soccorso dei santi. Sollecitiamolo premurosamente. Così, per loro intercessione, arriveremo là dove da soli non potremmo mai pensare di giungere. (Disc. 2; Opera omnia, ed. Cisterc. 5 [1968] 364-368)
 

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